domenica 8 luglio 2018

Anagni - La Pineta di Vico Moricino

La Pineta di Vico Moricino  fa parte di quella architettura del paesaggio molto diffusa alla fine del 1800 e primi decenni del secolo successivo. Il paesaggio si armonizzava con l'architettura, che a Vico comprendeva sicuramente la bella casina (privata) di Calza Bini, l'architetto del Convitto Principe di Piemonte, l'antico granaio, la chiesetta ed altri edifici. La Pineta attualmente è abbandonata e non facilmente accessibile (terreni privati).

L’antico granaio invece è stato riadattato nel raffinato agriturismo "Vico Moricino", che abbinato al vicino ristorante e ad alcuni percorsi naturalistici attesta la lungimiranza della famiglia Giudici  - Carlo Ribaudo

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La Pineta è stata esclusa dalla visita del 1 luglio 2018 per la presenza di qualche cane pastore e di una specie di discarica autorizzata nelle vicinanze.



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Escursione organizzata da "AnagniArte" e "La Via dei Fiori".

martedì 3 luglio 2018

Anagni - «Dal Vicus romano (catacombe) al villaggio medievale», 1° luglio 2018

Grande partecipazione all'escursione del 1° luglio 2018 «Dal Vicus romano (catacombe) al villaggio medievale», della durata di più di quattro ore e della lunghezza di circa 9 Km. Abbiamo visitato e apprezzato una parte del territorio quasi incontaminato e ricco di storia a nord di Anagni e al confine con Piglio.
Un vivo ringraziamento alle famiglie Giudici "Tenuta di Vico Moricino" e Cristofari che ci hanno accolto nelle loro proprietà.
                                                         AnagniArte, La Via dei Fiori, Gli Amici del Rio

lunedì 25 giugno 2018

Anagni - Chiesa dei SS. Cosma e Damiano

La piccola chiesa medievale dei SS. Cosma e Damiano sorgeva sicuramente su un precedente tempio pagano. E' inclusa, insieme al palazzo che fu sede di Bonifacio VIII, nel monastero della Carità delle monache cistercensi e ci è pervenuta nel suo aspetto settecentesco. La chiesa ebbe danni rilevanti durante il bombardamento del 19 marzo 1944.


venerdì 22 giugno 2018

ANAGNI - Il sito paleontologico di Coste San Giacomo (2013)

Lo scavo di Coste San Giacomo
Il sito pliocenico di Coste San Giacomo è uno dei pochi giacimenti italiani con una fauna a vertebrati riferibile al Villafranchiano medio (Pliocene Superiore, circa 2,1 Ma). L’associazione faunistica è ancora poco studiata, ma ha già fornito importanti informazioni sulla biocronologia e l’evoluzione degli ecosistemi continentali. 
Stratigrafia Coste San Giacomo: sabbie gialle
La successione stratigrafica pliocenica, si presenta con notevole discontinuità in discordanza su differenti appoggi del Miocene, (Tortoniano e Messiniano).
In sintesi gli strati più antichi rappresentano una fase fluvio-torrentizia, con ciottoli di medie dimensioni, probabilmente legati ad un ciclo di forte erosione conseguente ad una ripresa di attività tettonica nell’area. Successivamente si trovano sedimenti relativi ad una fase “paleolacustre”. Questa ha preceduto fasi di deposizione alternata di fasi sempre più chiaramente fluviali e continentali. La presenza dei vertebrati fossili Coste San Giacomo è legata a queste condizioni sedimentarie. 
I resti fossili rinvenuti nel sito
I resti fossili della fauna villafranchiana delle colline di Coste San Giacomo si presentano, tranne poche eccezioni, molto fratturati e dispersi all’interno delle sabbie gialle con maggiore concentrazione nelle concavità argillose dove sono stati trasportati dall’acqua. In questi punti, protetti dal flusso delle acque, si conta il maggior numero di fossili. Nel corso degli ultimi 30 anni sono state riconosciute una quindicina di specie di mammiferi che permettono una ricostruzione sufficientemente precisa dell’ambiente a quel tempo ...segue




"Anagni 2 milioni di fa". Radio Hernica presso il sito paleontologico di Coste San Giacomo: video, foto ed interviste di Aurelio Tagliaboschi-Post produzione di Franco Cecconi.
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Foto di Carlo Ribaudo

http://anagniscuolafutura.blogspot.it/2013/09/anagni-il-sito-paleontologico-di-coste.html

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Anagni - Escursione « Dal Vicus romano (catacombe) al villaggio medievale con un salto nella Preistoria»

Anagni - Escursione « Dal Vicus romano (piccole catacombe) al villaggio medievale». Domenica 1 luglio, alle ore 9,15, partenza in auto dal piazzale di Regina Margherita (S. Giacomo) per raggiungere la tenuta di Vico Moricino. I partecipanti senza auto troveranno un passaggio. Partecipazione libera e gratuita. 
Si consigliano pantaloni lunghi e scarpe adatte. L'escursione, che si svolge per la prima volta, durerà circa 2/3 ore. 
Gli organizzatori declinano ogni responsabilità.
Si ringraziano i proprietari dei luoghi da visitare per la loro grande disponibilità.
Chi vuole può pranzare presso la tenuta Giudici, dove verranno parcheggiate le macchine. 


Gli Amici del Rio, AnagniArte, La Via dei Fiori. 

               



venerdì 15 giugno 2018

Anagni in una stampa del 1749, dove è visibile la grande scalinata demolita nel 1839

Anagni in una stampa del 1749, dove è visibile la grande scalinata demolita nel 1839.
Il panorama di Anagni risale al 1749, come indicato, e proviene dalla stamperia di S.Michele in Roma. Il Settecento rappresenta per la nostra città un periodo di rinascita edilizia. Nella stampa si può riconoscere l'enorme scalinata, demolita nel 1839, che partiva dal loggiato della cattedrale e terminava nell'attuale piazza Innocenzo III. Notare i campanili della cattedrale e di S. Andrea sormontati da cuspidi piramidali. CR (2013).




martedì 5 giugno 2018

Anagni - Vico Moricino

Già il nome del luogo Vicus (villaggio) ricorda la presenza di un importante insediamento antico. La comunità era fiorente e numerosa in particolare nel periodo romano, come testimonia anche la presenza di Catacombe (IV secolo). 
La caduta di Roma e le invasioni barbariche causarono lo spopolamento della contrada. Secondo la tradizione gli abitanti di Vico alla ricerca di un luogo più sicuro fondarono il vicinissimo paese di Acuto. Entrambe le comunità dipendevano dalla Cattedrale di Anagni.
La sommità del colle di Vico fu fortificato, su rovine romane, dal vescovo Pietro (XI secolo). 
Oggi uno degli antichi edifici utilizzato nei secoli scorsi come granaio è stato riadattato nel bel agriturismo Vico Moricino



Sullo stesso colle è presente anche un elegante edificio, anni trenta, costruito dall'architetto Calza Bini, lo stesso che costruì il Convitto Principe di Piemonte ad Anagni, ammirato per la sua architettura. Carlo Ribaudo




http://anagniarte.blogspot.com/2014/04/anagni-sotto-i-piedi-le-catacombe-di.html

http://www.tripadvisor.it/Tourism-g1081282-Anagni_Province_of_Frosinone_Lazio-Vacations.html

venerdì 25 maggio 2018

Le contrade medievali (guida di Anagni, 1989)



In occasione del prossimo Palio cittadino si forniscono alcuni dati sulle contrade anagnine. Quelle attuali  non corrispondono del tutto alle contrade medievali. I dati sono tratti dalla Guida di Anagni, testo a cura di Carlo Ribaudo, edita nel 1989 dalla ProLoco, con il contributo dell'attuale BancAnagni (Banca di Credito Cooperativo).
Questo libro è stata la prima guida che, basandosi su studi scientifici, ha diffuso presso il grande pubblico, la descrizione e la suddivisione in contrade di Anagni in età medioevale. Da qui probabilmente ha preso spunto la divisione in contrade alla base del Palio di Anagni (dal 1994).
La guida è stata molto imitata, spesso senza essere citata.
Potete trovare il volumetto in biblioteca; esiste anche l'edizione in inglese.





Le stampe qui riprodotte, esclusa la prima del 1749, fanno parte dell'opera: Recueil de Vues et fabriques pittoresques d'Italie,... Paris, 1804. Le acqueforti sono opera di BOURGEOIS Florent Fidèle Constant (1767-1836), pittore e disegnatore francese, allievo di David. Le sue opere sono esposte a Fontainebleau e al museo d'Orsay. AnagniArte 

Le contrade medievali  di Anagni 



Stampa del 1749 - Panorama di Anagni

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Al culmine della sua ascesa storica, verso la fine del XIII secolo, la città di Anagni era suddivisa in
dieci contrade (o regioni), disposte in gran parte lungo la sua strada più importante, la via Maggiore (l’odierna via Vittorio Emanuele).
Dalla parte alta a quella bassa le principali otto contrade erano così disposte:


CASTELLO

La contrada Castellum (odierna S.Maria) racchiude l’area dell’antica acropoli ernico-romana.
Prese questo nome nel Medioevo grazie alla sua caratteristica di regione fortificata. Isolata rispetto alla città dalle costruzioni romane e dai palazzi baronali, rappresentò per lungo tempo un punto di estrema importanza strategica nella politica della Chiesa.
Dal periodo di Bonifacio VIII, per la continua presenza di baroni imparentati con il Papa, la contrada venne indicata anche con l’appellativo di Quartiere Caetani. Il Castello racchiude entro i suoi confini parte dei monumenti e tesori più significativi della città: porta Santa Maria,
la Cattedrale con la Cripta, il palazzo di Bonifacio VIII e il palazzo Trajetto.

TORRE

In questa contrada, nell’area dell’attuale piazza Dante, sorgeva probabilmente il foro romano. Ne costituivano il necessario sostegno i pilastri in opus quadratum e la possente sostruzione in opus reticulatum ancora visibili lungo via Bagno, notevole esempio di architettura sillana.
La contrada Turris (odierna S. Giovanni) si trovava a ridosso dell’antica acropoli. Il toponimo deriva dall’elemento architettonico che la caratterizzava maggiormente nel Medioevo: la casa torre. Questa tipologia di abitazione, che si sviluppa in altezza e presenta sul fronte stradale il lato breve, conobbe la massima diffusione nel Duecento in concomitanza con l'emergere della classe borghese.

TRIVIO



La contrada Trivio è situata in una zona quasi pianeggiante al centro della città. Il toponimo della regione deriva dal trivio stradale che si sviluppa quasi all’altezza del palazzo comunale.
L’intera contrada, vero e proprio centro commerciale-amministrativo della città (il Comune), presenta notevoli esempi di architettura civile medievale.




TUFOLI

La regione Tufoli, odierna S. Pancrazio, situata nella parte settentrionale della città tra il Castello, il Trivio e la regione di Piscina, è stata in ogni tempo quartiere popolare. Rimasta ai margini del grande rinnovamento edilizio del XVIII e XIX secolo, ha conservato un originale tessuto urbanistico medievale.

PISCINA

Questa contrada, il cui toponimo trae origine dalla presenza di una fonte (Fons Piscinae) che probabilmente riforniva le terme in epoca romana e che è ricordata tra i beni del comune in un documento del 1321, si estende a nord della via Maggiore. Per la sua esposizione e per la leggera depressione in cui si trova non è mai stata particolarmente popolata. L’unico asse viario (via Piscina), parallelo alla Via Maggiore, parte dall’interessante monastero di S. Chiara per arrivare, fiancheggiato da edifici rimodernati, nella zona del parco pubblico a ridosso delle mura romane, in vicinanza del grande complesso degli Arcazzi.



COLLE SANT’ANGELO

La regio collis Sancti Angeli, delimitata dalla via Maggiore e a sud dalle mura romane, occupava la zona in gran parte pianeggiante che va dal Palazzo comunale alla regione Valle S. Andrea. Per la sua posizione dominante, rispetto a quest’ultima ed alla contrada Piscina, fu scelta dalla potente famiglia Conti per costruirvi il proprio palazzo in un periodo (fine del XIII secolo) nel quale le altre posizioni strategiche della città, Castello e Torre, erano occupate dai Caetani.
Le principali vie della contrada, oltre alla citata via Maggiore, sono: parte di via della Valle e l’attuale via Garibaldi che termina con la cinquecentesca porta San Francesco.

VALLE SANT’ANDREA

Questa contrada, il cui toponimo è dettato dalla morfologia della zona, leggermente depressa rispetto al confinante S.Angelo, è racchiusa entro due direttrici principali: la centrale via Maggiore, sulla quale si affacciano palazzi settecenteschi, e buona parte di via della Valle, caratterizzata da molti edifici medievali. Alla confluenza delle due strade si apre la piazzetta con la chiesa di Sant’Andrea.

CERERE

La contrada, documentata già dal 1081, occupa la parte occidentale della città, a ridosso di porta Cerere da cui prende il nome.
La regione, ingresso cittadino per i viaggiatori provenienti da Roma, è in buona parte racchiusa da due bastioni cinquecenteschi (Spizzone e Arci) ed è attraversata, sulla sua parte piana, dal tratto iniziale della Via Maggiore. La strada, costeggiata da edifici medievali, alternati a palazzetti, è parallela ad altre due vie che si sviluppano nella zona rilevata della contrada: la via Mezzo (Via Pio Salvati) con interessanti abitazioni dei secoli XIV e XV e la via Superiore o di S. Domenico, il cui toponimo ricorda la presenza di una chiesa, oggi scomparsa dedicata al Santo.
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Vedi anche: Anagni - Modifiche della toponomastica. Salvare la memoria storica di Anagni.

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venerdì 30 marzo 2018

Anagni - Affreschi di San Pietro in Vineis. Il Bacio di Giuda (sec.XIII)


S. Pietro in Vineis è la chiesa, risalente alla fine del secolo XII, di un antico monastero situato poco fuori della cerchia urbana di Anagni, vicino all’antica Porta Cerere. Quanto resta del complesso primitivo è oggi parte del Convitto Principe di Piemonte, realizzato negli anni Venti dall’architetto Alberto Calza Bini. Il monastero appartenne all’ordine delle monache Clarisse dalla metà del secolo XIII sino al 1556, anno in cui venne lasciato dalle monache, che si spostarono nell’odierno monastero di S. Chiara all’interno della città, e passò ai frati cappuccini. Negli ambienti superstiti di questo monastero femminile si conserva un pregevole gruppo di affreschi risalenti al XIII, XIV e XV secolo. Il gruppo di maggior importanza è quello che orna il cosiddetto Matroneo delle Monache, un ambiente posto esattamente al di sopra della navata sinistra della chiesa, con la quale comunica solo attraverso alcune piccole feritoie.

Qui, probabilmente intorno al terzo decennio del Duecento - quindi prima che il monastero fosse dato alle Clarisse (Chiara fu canonizzata da Alessandro IV proprio ad Anagni il 12 agosto 1255), l’ambiente venne completamente decorato con un magnifico e lussureggiante motivo a finti conci ed archi a tutto sesto dal cosiddetto Terzo Maestro di Anagni. In quegli stessi anni, infatti, il più moderno dei pittori che si stavano dedicando alla realizzazione dello splendido ciclo della cripta della cattedrale, compì la decorazione delle pareti interne della chiesa superiore esattamente con gli stessi motivi che avrebbe replicato nel più riservato ambiente del monastero femminile. Si tratta di una decorazione che spicca per eleganza e raffinatezza cromatica e che è stilisticamente aggiornata ai migliori livelli della più moderna pittura romana contemporanea. ...Segue dal sito di BancAnagni.

http://www.camminarenellastoria.it/index/ald_it_La_FR_13_Vineis.html

domenica 25 marzo 2018

Anagni - Mostra del pittore Giovanni Passa

Anagni - Mostra del pittore Giovanni Passa dal 31 marzo all'8 aprile 2018, presso l'Hernica Saxa (BancAnagni), via San Paolo.  Inaugurazione sabato 31 marzo alle ore 18. Ingresso libero.                                            https://www.facebook.com/AnagniArte/

"Nella mia pratica attività pittorica, sono di recente estrazione. Non posso ritenermi un neofita ma neanche uno di antico pelo. Nasco alla pittura nel 1991, dunque dipingo da 25 anni. E il tuffo nella nuova attività, da sempre subodorata, presentita, e sempre differita per mille motivi, mi ha come restituito una ventata di giovinezza”: così scriveva Giovanni Passa nel 2016.

Privo di formazione accademica ma artista nell’animo, Giovanni Passa si può definire un pittore autodidatta animato da una forte passione per la rappresentazione di tutto ciò che la Vita gli ha fatto conoscere: dai volti di familiari e di sconosciuti, ai paesaggi tratti da libri o da reminiscenze di viaggi vissuti e amati, a scene  di vita immaginate e poi impresse su tela, all’amore per i grandi Maestri del passato.
Ad un anno e poco più dalla sua scomparsa, a testimoniare questa sua passione per il figurativo e per il colore abbiamo i suoi quadri – più di 200 – che sembrano a tutt'oggi restituirci quella “ventata di giovinezza”, da lui stesso evocata, attraverso la freschezza dei colori, la serena compostezza delle figure ritratte, la semplicità delle forme che, soprattutto nei quadri di ultima produzione, diviene sempre più esacerbata tanto da conferire ai quadri un’aria un po’ naїf. 
Nonostante la pittura non fosse stata la sua principale vocazione, ciò che indubbiamente lo ha sempre contraddistinto nella vita è stata la sua costante ricerca della Bellezza nel mondo del visibile, ricerca che non poteva che trovare una sua felice risoluzione nell’espressione artistica: “Mi sento figurativo, mi avvince il filo d'erba come una selva di palazzi, il mare, il cielo, la neve, come il pezzo di carta, la matita, un vaso, un frigorifero, una bimba come un vecchio, uno storpio come un damerino azzimato. Mi attira ciò che è in natura (…) tutto può esser rappresentato, se ben rappresentato”.  Parole che trovano conferma osservando i quadri esposti in questa prima mostra dedicata all’artista Giovanni Passa, meglio conosciuto come “Gianni”.
Il percorso espositivo qui presentato si compone di un breve excursus di quelle opere che possono dirsi le più significative della sua produzione. Partendo da una prima raccolta delle opere degli esordi, per lo più ritratti di ambito familiare o di ambientazione domestica, si prosegue con una serie di ritratti, paesaggi, scene di vita, per concludere con due omaggi a Van Gogh e uno a Toulouse-Lautrec, che eseguì negli anni ’90.
Osservando i dipinti delle prime sperimentazioni artistiche, si nota come il tratto sia fine, molto preciso, tanto che nei ritratti si avverte un senso quasi “fotografico”; mentre nei quadri successivi la resa delle forme diventa via via sempre più  stilizzata, quasi “abbozzata”. 
Ciononostante, anche nei quadri in cui la stilizzazione delle forme risulta più accentuata, il fil-rouge che si ripresenta come una costante in ogni dipinto è la meticolosità nel rendere visibili anche i piccoli particolari di un viso, di un vestito, di un albero, di una spiaggia. Il fascino del dettaglio per l’appunto, che si evince soprattutto nelle marine, nei paesaggi, dove solo avvicinando l’occhio alla tela si possono scorgere particolari squisitamente resi nella loro minuzia: come nell’immagine di mostra, la quale non è un’opera a sé stante bensì un particolare del dipinto “Uma cala portuguesa” del 2015.
La tavolozza dei colori, invece, non subisce una vera e propria evoluzione in quanto non vira mai verso le tonalità più cupe, salvo qualche sporadico esempio, ma resta fedele alla predilezione per i colori vivi e brillanti dei primi quadri. 
Come lo stesso artista scrisse, nel 2016, sul suo rapporto con la pittura: “il mondo dei colori è talmente affascinante e imprecisabile che tutte le cromature del mondo, se ben amalgamate, fanno ad es. di Jackson Pollock un titano dell'astrattismo. Dunque non disdegno l'astratto o i ritratti visionari simil Edward Munch, Egon Schiele,  Paul Sérusier,  Rouault, James Ensor, etc. (..) Pur avendo a mio appannaggio una buona produzione (più di 200 dipinti), non ho mai fatto una mostra e neppure al Salon d'automne o al Salon des Independants. Se mi chiedessero chi preferisco tra Modigliani e Silvestro Lega (a parte la mia incrollabile predilezione per il bel passionale ebreo livornese) risponderei che preferisco la pittura, tutta la pittura, quella vera, si capisce”. 
                                                           Maria Angela Martinez Ramos


Giovanni Passa è nato ad Anagni (FR) il 22 gennaio 1948. Dopo gli studi classici, si iscrive alla Facoltà di Lettere e Filosofia presso l’Università La Sapienza di Roma, con indirizzo in Lingue e Letterature Straniere. Questa sua formazione letteraria e linguistica lo porterà ad avvicinarsi al mestiere di giornalista, per tutti gli anni’70, per testate locali come la redazione provinciale di Frosinone del quotidiano nazionale “Paese Sera”, ma anche de “Il Tempo” e del “Corriere di Frosinone”, oltre che di altri quotidiani e periodici italiani.  Parallelamente, in questi anni assume l’impiego presso la segreteria di un istituto scolastico di Anagni, attività che poterà avanti fino al pensionamento. Dal 1983, per tre anni riveste il ruolo di direttore editoriale di una radio privata locale di Anagni. Dal 1995 al 2000, lavora in Argentina presso le sedi consolari italiane di Rosario e di Mar del Plata, come responsabile dell’Ufficio Scolastico Consolare, collaborando altresì alla promozione della cultura italiana all’estero anche attraverso l’allestimento di eventi culturali (mostre, concerti, festival cinematografici), sotto la supervisione dell’Istituto Italiano di Cultura. Nel luglio del 2011, partecipa per la prima volta ad una mostra collettiva tenutasi nei locali della Parrocchia di S. Antonio Abbate di Ferentino, dal titolo “La Natura, la Realtà, il Ricordo...”, insieme ad altri artisti locali quali Giancarla Boccitto, Francesco Colacicchi, Roberto Evangelisti e Alberto Vari. Muore ad Anagni il 19 febbraio 2017.




lunedì 19 marzo 2018

Domenica 19 marzo 1944. Bombardamento di Anagni

Piazza San Giovanni (Foto Umberto Frattali)
Anagni il 19 marzo 1944, domenica mattina in una giornata di sole, subì il più disastroso bombardamento aereo della sua storia da parte delle Fortezze Volanti Statunitensi. Ci furono 130 morti e rischiò seriamente la vita lo stesso vescovo Adinolfi, che rimase gravemente ferito alla gola. I danni più rilevanti si verificarono,nella chiesa di S. Giovanni De Duce, nel convento dei Padri Caracciolini, nella Curia Vescovile e nella chiesa dei SS. Cosma e Damiano.
Secondo fonti ufficiali la città di Anagni, nel corso del conflitto, subì una notevole distruzione del suo patrimonio. In precedenza l'aviazione alleata aveva bombardato l'area  vicina alla  stazione ferroviaria.
Considerando l’importanza storico-artistica del centro, la gravità dei danni assume un carattere ancora più drammatico.
Ulteriori danneggiamenti riguardarono la Cattedrale, in cui andarono perdute le vetrate artistiche a causa degli spostamenti d’aria, le porte di S. Francesco e Santa Maria, la chiesa di S. Andrea, e  gli artistici palazzi signorili Cesaritti, Menenti, Moriconi e Passa. Il palazzo di Bonifacio VIII fu mancato miracolosamente da  tali incursioni. C.R.
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Anagni, importante nodo viario e ferroviario, per la sua posizione sulla via Casilina, per la presenza di numerosi edifici idonei all’accantonamento di truppe, ed anche per la sua distanza di "sicurezza" dal fronte, fu prescelta dal Comando della Decima Armata Tedesca del Gen.Von Vietinghoff come sede di un importante complesso ospedaliero militare, atto ad ospitare i feriti e malati provenienti dal fronte di Cassino. La distanza dal fronte permetteva ai mezzi dei vari Feldlazarett (Ospedali militari) di raggiungere il fronte in tempi ragionevolmente brevi.  ...leggi tutto da: Dal Volturno a Cassino
Collage di foto da Acta est Fabula

Piazza Innocenzo III. Foto SBAA


domenica 18 febbraio 2018

Anagni - Anniversario della morte di Gianni Passa



Lunedì 19 febbraio ricorre il primo anniversario della morte dell'amico pittore Gianni Passa.
Verrà ricordato nel corso della Messa che si terrà il 19 febbraio, alle 18.30, nella chiesa di San Giacomo ad Anagni.



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Anagni - Giovanni Passa un pittore da scoprire


Un pittore anagnino da scoprire
Giovanni Passa, giornalista, si presenta con la sua pittura fresca, vivace  e un po' naif.

"Nella mia pratica attività pittorica, sono di recente estrazione. Non posso ritenermi un neofita ma neanche uno di antico pelo. Nasco alla pittura nel 1991, dunque dipingo da 25 anni. E il tuffo nella nuova attività, da sempre subodorata, presentita, e sempre differita

per mille motivi, mi ha come restituito una ventata di giovinezza. In questo mi ci ha reso più incline la mia smania (o mania, fate voi) di abbellire tutto, anche uno sgorbio. Mi sento figurativo, mi avvince il filo d'erba come una selva di palazzi, il mare, il cielo, la neve, come il pezzo di carta, la matita, un vaso, un frigorifero, una bimba come un vecchio,  uno storpio come un damerino azzimato. Mi attira  ciò che è in natura. Inoltre il mondo dei colori è talmente affascinante e imprecisabile che tutte le cromature del mondo, se ben amalgamate, fanno ad es. di Jackson Pollock un titano dell'astrattismo. Dunque non disdegno l'astratto o i ritratti visionari simil Edward Munch, Egon Schule,  Paul Sérusier,  Rouault, James Ensor, etc. E' che tutto per me è pittura, tutto può esser rappresentato, se ben rappresentato, perché il contraltare sennò sono gli imbrattatele. Pur avendo a mio appannaggio una buona produzione (più di 200 dipinti), non ho mai fatto una mostra e neppure al Salon d'automne  o al Salon des Independants. Se mi chiedessero chi preferisco tra Modigliani e Silvestro Lega ( a parte la mia incrollabile predilezione per il bel passionale ebreo livornese)  risponderei che preferisco la pittura, tutta la pittura, quella vera, si capisce."                                                                                                        Giovanni Passa 
                                                                                 


mercoledì 31 gennaio 2018

Anagni - La Badia della Gloria

Foto C.Ribaudo
L'abbazia di Santa Maria della Gloria, comunemente conosciuta come badia della Gloria, è un antico monastero sito nel comune di Anagni in provincia di Frosinone. Il monastero oggi è in stato di abbandono anche se sono in atto progetti di restauro che stanno interessando il complesso monastico. La badia è stata nel XIII secolo, fra le principali residenze dell'Ordine florense.
La nascita del complesso monastico dell'abbazia della Gloria, si fa risalire ai primi decenni del XIII secolo, non avendo fonti certi a disposizione che attestino il preciso anno di fondazione. La badia venne realizzata su richiesta del cardinale Ugolino, divenuto in seguito vescovo di Ostia e infine papa Gregorio IX (1227-1241). L'idea dell'allora cardinale era quella di completare la cappella realizzata dal fratello Adenolfo, e da donare ai francescani, in territorio di Arenzano. Il cardinale Ugolino, completò la cappella ideata dal fratello e rimasta inutilizzata per molti anni, dedicando la stessa a san Martino.
Nel frattempo papa Gregorio IX su un terreno attiguo alla chiesa stava facendo innalzare un altro monastero, dedicato alla Vergine Assunta in cielo. Le due costruzioni molto vicine fra di loro, furono successivamente unite in un unico complesso monastico, e dall'unione dei due edifici religiosi nacque l'abbazia di Anagni, dedicata a Santa Maria della Gloria. I francescani vennero trasferiti in una località di Anagni che tuttora prende il nome dai religiosi, san Francesco appunto, mentre il complesso venne affidato ai monaci florensi seguaci di Gioacchino da Fiore. La badia venne gestita dall'ordine florense si insediò nella badia dall'abate Giovanni da Ninfa, proveniente dal monastero di monte Mirteto, tra il 1216 e il 1231
La storia dell'abbazia ebbe però vita breve. Infatti già nel 1261, alla morte di papa Alessandro IV, il monastero cominciò a perdere la protezione papale che le era stata garantita fino ad allora. Il processo di decadimento della struttura venne accentuata quando i monaci cominciarono a diminuire in maniera sostanziale, vessati anche da ingenti tasse da pagare.
Con il pontificato di Bonifacio VIII la badia chiude definitivamente, e precisamente nel 1297, quando la famiglia Caetani acquistò i terreni in possesso al monastero. L'edificio fu dato in commenda nel 1411 ed infine sconsacrato ed acquistato da un certo Leonardo Martinelli che ne fece una sua tenenza, da utilizzare come edificio agricolo. (Fonte Wikipedia).

Foto C.Ribaudo (2015)


domenica 15 ottobre 2017

Escursione «Terre di confine» Anagni, Piglio, Acuto, 14 ottobre 2017

Anagni - Sabato 14 ottobre escursione nelle «terre di confine» Anagni, Piglio, Acuto. 
Si arriva in macchina in zona Torre del Piano (Anticolana, bivio S.Filippo) e si prosegue a piedi. Si visiteranno la chiesa-lebbrosario della Maddalena (esterno), Torre del Piano e la dolina del Quartaro (S.Filippo). L'escursione durerà circa 3 ore. Appuntamenti alle 9,15 presso il piazzale del cimitero (anche per chi non ha la macchina) e alle 9,30 nell'area del distributore Q8. Per l'abbigliamento ecc. valgono le indicazioni delle altre escursioni al Rio.
Di seguito le immagini dell'escursione.





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mercoledì 20 settembre 2017

Anagni - Bonifacio VIII, schiaffo al Papa

Documentario andato in onda su Rai Storia