giovedì 31 luglio 2014

Anagni - Spettacolo teatrale itinerante dal titolo "Promenade d'Amour (?)", allestito dalla Compagnia TOC.

Spettacolo ben fatto, allegro, che ci ha permesso di apprezzare la professionalità della compagnia TOC e la freschezza di questa bella e brava nostra gioventù. Anagni come scenografia dello spettacolo ha mostrato tutta la sua bellezza.

Lo spettacolo teatrale itinerante dal titolo "Promenade d'Amour (?)", allestito dalla Compagnia TOC, con la regia curata da Andrea Di Palma, narra di un matrimonio bizzarro, le cui tappe si snodano lungo tutto il tragitto, tra rimandi, ospiti stravaganti e discorsi sull'amore in tutte le sue forme. Perché, in fondo, quello che conta nell'Amore non è tanto il "sì" finale dei due innamorati, quanto il viaggio per arrivarvi: una corsa, una parata, una passeggiata. Una Promenade d'Amour, appunto.
Questi gli attori della Compagnia Teatrale TOC: Mauro Ascenzi, Jessica Bisante, Isaura Bruni, Andrea Di Palma, Martino Fiorentini, Iacopo Scascitelli unitamente agli attori Emanuele Ricchetti, Ettore Manicuti, Francesca Cristiano, Stefania Pitocco, Nicolò Pantaleo e i musicisti Andrea D'Arpino e Paola Frosina. L'allestimento scenografico è a cura di Isaura Bruni, Jessica Bisante, Martino Fiorentini mentre quello scenico è realizzato da Andrea Di Palma con la supervisione di Monica Fiorentini.

http://www.anagnia.com/italia/appuntamenti/2014/07/29/promenade-d-amour-nel-centro-storico-di-anagni-torna-il-grande-teatro-itinerante




giovedì 24 luglio 2014

Le epigrafi anagnine nella biblioteca digitale europea.

Si concretizza il primo progetto europeo a cui partecipa il Comune di Anagni, che punta sulla cultura. Si tratta di Eagle - Europeana network of Ancient Greek and Latin Epigraphy, con il quale il sindaco Fausto Bassetta ha siglato un accordo di affiliazione. Il progetto fa parte della famiglia di Europeana, la biblioteca digitale Europea che aggrega milioni di oggetti provenienti dai principali archivi, biblioteche e musei: raccoglie e cataloga in un unico database, facilmente ricercabile, oltre un milione e mezzo di immagini e altri oggetti digitali relativi a centinaia di migliaia di iscrizioni provenienti dal mondo greco-romano, corredate da informazioni essenziali e, in molti casi, dalla traduzione in inglese o in altre lingue moderne.
Al progetto contribuiscono prestigiose istituzioni come l’università di Oxford, l’università di Heidelberg e l’Istituto Archeologico Germanico ed è coordinato dal DigiLab, Centro Interdipartimentale di Ricerca e Servizi, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze dell’Antichità della Sapienza, Università di Roma.
Il Comune di Anagni metterà a disposizione del progetto le fotografie delle iscrizioni antiche presenti sul territorio con licenza Creative Commons (CC-BY-SA), che saranno poi pubblicate sul portale di Eagle (www.eagle-network.eu), su Europeana e Wikimedia (www.wikimedia.it). . L’assessore Raffaella Santucci, con delega ai Fondi strutturali e alle Politiche per gli investimenti europei, spiega: . Commenta l’assessore alla cultura Marilena Ciprani: .

sabato 19 luglio 2014

Anagni, 25 luglio 2014 - Recital Lirico del baritono Brandon Matteo Ascenzi.

http://anagniarte.blogspot.it/2012/01/anagni-promesse-della-lirica-brandon.html






Anagni - Recital Lirico del baritono Brandon Matteo Ascenzi.
Venerdì 25 luglio dalle ore 21.00 alle ore 23.00. Piazza Innocenzo III.
Con la partecipazione straordinaria del soprano Lorella Fabrizi 
Pianoforte: M° Antonio Maria Pergolizzi (Teatro dell'Opera di Roma)
Violino: M° Manuel de Petris. Ingresso Libero.




http://anagniarte.blogspot.it/2012/01/anagni-promesse-della-lirica-brandon.html
https://www.facebook.com/events/275699149280325/?notif_t=plan_user_invited

mercoledì 16 luglio 2014

Fiuggi - Pittori russi della Russian Art Academy di Firenze”, dal 26 luglio al 14 settembre.

“PICTURA UT PICTURA. Pittori russi della Russian Art Academy di Firenze”, dal 26 luglio al 14 settembre,all'Officina della Memoria e dell'Immagine di Fiuggi.
Patrocinata dal Comune di Fiuggi,promossa da Acqua & Terme Fiuggi,curata dal Prof. Giovanni Stella.
Inaugurazione sabato 26 luglio alle 18,00.
Orari 9,30-12,30/15,30-20,00(chiuso la domenica mattina)"
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=755216941183510&set=a.119945448043999.8573.117038721668005&type=1&theater

sabato 12 luglio 2014

Anagni - Programma festeggiamenti San Magno 2014.




Programma festeggiamenti San Magno 2014
                                           
 http://www.comune.anagni.fr.gov.it/2116

lunedì 7 luglio 2014

Anagni - Festival del Teatro Medievale e Rinascimentale - 31 agosto - 21 settembre 2014.

Da Anagnia                     
Prenderà il via lunedì 31 agosto la XXIesima  edizione  del Festival del Teatro Medievale e Rinascimentale,  che si terrà fino al 20 settembre per un totale di undici appuntamenti tra rappresentazioni, concerti e conferenze in piazza Innocenzo III, Sala della Ragione e Palazzo Bonifacio VIII.
Sarò Giorgio Albertazzi, con “Il mercante di Venezia” di Shakespeare ad inaugurare la rassegna culturale fiore all’occhiello del Comune di Anagni. Il grande attore italiano sarà in scena il 31 agosto alle 21 in piazza Innocenzo III diretto da Giancarlo Marinelli. Il Festival quest’anno avrà anche una cerimonia di apertura, nello stesso giorno dalle 17.30, con la manifestazione rievocativa “Un giorno nell’Anagni di Bonifacio VIII” che vedrà protagoniste le contrade anagnine, organizzata dall’Aiam e che interesserà l’area compresa tra piazza Bonifacio VIII e piazza Innocenzo III. Altri appuntamenti in cartellone: sabato 6 settembre alle 20.30 (Sala della Ragione) il concerto del trio Novachorda, preceduta da una conferenza su “La fine del potere temporale della Chiesa e l’uomo nuovo de Rinascimento”; domenica 7 settembre dalle 17.30 alle 19.30 la rappresentazione itinerante all’interno del Palazzo Bonifacio VIII “Quartiere Caetani 1303”; mercoledì 10 settembre alle 17.30 nella Sala della Ragione spettacolo  su San Francesco “Tutto serafico in amore”; venerdì 12 settembre, alle 21 in piazza Innocenzo III, “Don Chisciotte – Diario intimo di un sognatore” ; domenica 14 settembre alle 21 in piazza Innocenzo III “Vaghe donne” - le protagoniste del Decameron; venerdì 19 settembre alle 17.30 Sala della Ragione conferenza-spettacolo su Machiavelli e alle 21 spettacolo-concerto in piazza Innocenzo III “Nell’anno della peste”; sabato 20 settembre alle 21 in piazza Innocenzo III “Il principe”.                 
Anagni - II edizione Romeo e Giulietta.
Foto di Alberto Pulcini
Infatti la parabola discendente di questo disegno egemonico costituisce la fine di un mondo e l’avvento dell’uomo nuovo,  prefigurato ne Il Principe di Machiavelli.
L’evento del 7 settembre  1303 che simbolicamente indica la fine di papa Bonifacio VIII e la stesura del capolavoro del Machiavelli, scritto 210 anni dopo,  segnano la lunga fine del  mondo medievale e l’inizio dell’età moderna.
L’edizione 2014 del Festival vuole idealmente rileggere questa storia anche attraverso le vicende di altri protagonisti: Francesco d’Assisi, Cervantes, Guarnieri d'Urslingen.
 Uno spazio è dedicato anche alle protagoniste femminili di queste vicende:  le donne del Decameron e Lucrezia Borgia nella rivisitazione di Dario Fo la cui presenza ad Anagni, tanto attesa è in via di definizione.
Una tradizione quella del festival che si rinnova per dare continuità ad un progetto  che, lungi dall’essere esaurito nelle secche dell’abitudine e della ripetitività senza più slancio creativo, punta ad un  rilancio>. .     
di seguito il programma completo e dettagliato della XXIesima edizione del Festival del Teatro medievale e rinascimentale di Anagni:


LUNEDI 31  AGOSTO 

ORE 17.30 – da Piazza Bonifacio VIII°   a Piazza Innocenzo III°
Manifestazione rievocativa “UN GIORNO NELL’ANAGNI DI BONIFACIO VIII”,  delle  contrade anagnine organizzato dall’Associazione AIAM – cerimonia di apertura del Festival del Teatro Medievale e Rinascimentale -

ORE 21.00 Piazza Innocenzo III° 
“ IL MERCANTE DI VENEZIA”  di William Shakespare, regia Giancarlo Marinelli, con Giorgio ALBERTAZZI


SABATO 06 SETTEMBRE

ORE 17.30 Sala della Ragione del Palazzo Comunale
“LA FINE DEL POTERE TEMPORALE DELLA CHIESA E L’UOMO NUOVO DE  RINASCIMENTO ”  - Conferenza a cura di Prof. Agostino Paravicini Bagliani

ORE 20.30 Sala della Ragione del Palazzo Comunale
Concerto di musica del trio “NOVACHORDA” con Eros Cucchuiari al  liuto, la voce di Malvina Picariello e Marco Ottone gambista, strumentista e liutaio


DOMENICA 07  SETTEMBRE

ORE 17.30 -18.30 - 19.30 Palazzo di Bonifacio VIII°
QUARTIERE CAETANI 1303 – l’oltraggio dello schiaffo” - spettacolo teatrale itinerante all’interno del Palazzo Bonifacio VIII° - regia di Velia VITI con Sebastiano COLLA, Marco ZORDAN, Manuel FIORENTINI, Fosca BANCHELLI, Eleonora TURCO e Miriam CHIAPPI della compagnia Nero Artifex

MERCOLEDI 10 SETTEMBRE 

ORE 17.30- Sala della Ragione del Palazzo Comunale
“TUTTO SERAFICO IN AMORE” Conferenza - spettacolo su San Francesco a cura di Massimo Cardillo – immagini di San Francesco nel cinema da Guazzoni a Zeffirelli -


VENERDI 12 SETTEMBRE 

ORE 21.00- Piazza Innocenzo III° 
“DON CHISCIOTTE. DIARIO INTIMO DI UN SOGNATORE” di Miguel De Cervantes, di e con Corrado D’Elia, Compagnia Teatro Libero di Milano


DOMENICA 14 SETTEMBRE 

ORE 21.00 - Piazza Innocenzo III° 
“VAGHE DONNE”  le Protagoniste del Decameron - spettacolo teatrale di e con Maria Antonietta FAMA e con Maurizio MINNUCCI


VENERDI 19 SETTEMBRE 

ORE 17.30 – Sala della Ragione del Palazzo Comunale 
“LA GOLPE”, IL “LIONE” E IL  PROIEZIONISTA 
Conferenza - spettacolo su Machiavelli a cura di Massimo Cardillo

ORE 21.00 – Piazza Innocenzo III°
“NELL’ANNO DELLA PESTE”  - spettacolo-concerto in prima assoluta di Stefania CALANDRA ,  di Velia VITi e  Stefania CALANDRA 

 SABATO 20 SETTEMBRE 

ORE 21.00 – Piazza Innocenzo III°
“IL PRINCIPE” – spettacolo teatrale con la regia di Stefano MASSINI con Giuliana COLZI, Andrea COSTAGLI, Dimitri FROSALI, Massimo SALVIANTI, Lucia SOCCI. La voce di Niccolò Machiavelli è di      Roberto HERLITZKA
                                                                                    Vedi anche: ciociariaturismo.it

domenica 29 giugno 2014

Anagni sotto i piedi - La vecchia strada romana.



Tratto di strada ancora ben conservato, nonostante interventi  poco rispettosi nel recente  passato e incuria attuale da parte dei cittadini
La strada partiva dall'attuale Porta S. Francesco, raggiungeva l'Osteria della Fontana (Compitum Anagninum) e poi proseguiva in direzione di Villamagna.

domenica 22 giugno 2014

Anagni - "Sulle tracce di San Magno"- Via Francigena da Roma a Brindisi - Opportunità per il turismo del territorio.

Si è svolto ieri 21 giugno il Convegno "Sulle tracce di San Magno. Itinerari di Fede e Cultura tra Fondi e Anagni" . Nel corso del Convegno, coordinato dal prof. Eugenio Lanzillotta dell'Università di Roma Tor Vergata, è stato presentato il volume, di prossima pubblicazione, "Anagni cristiana e il suo territorio dalla tarda antichità all'alto medioevo", che si compone di vari contributi riguardanti, tra gli altri, il culto di san Magno, la cattedrale, iscrizioni e rilievi altomedievali, gli ipogei di Monte Vico.
Il volume, curato dal prof. Vincenzo Fiocchi Nicolai, è stato presentato dalla professoressa Letizia Ermini Pani, che ha affrontato i temi salienti con somma bravura e il consueto piglio.
Nella seconda parte del Convegno l'architetto Simone Quilici (Direzione regionale Cultura) ha illustrato alcuni progetti della Regione favoriti dalla legge 19/2006. L'obiettivo immediato è la richiesta, al Consiglio d'Europa, che già da tempo ha avviato il progetto di valorizzazione delle grandi vie di pellegrinaggio, di riconoscere il prolungamento della via Francigena da Roma a Brindisi. In tal modo, moltissime città dell'Italia centro-meridionale (compresa Anagni) potrebbero usufruire di fondi europei che sono mirati alla valorizzazione sia dei beni culturali che paesaggistici del territorio interessato.
Il sindaco di Anagni Bassetta, che intende rilanciare il turismo nella nostra città, non un turismo "mordi e fuggi", ma coniugato con la cultura, ha esposto la volontà dell'amministrazione di chiedere che la cripta della cattedrale diventi bene dell'UNESCO.
Alla manifestazione erano presenti autorità religiose (vescovo Lorenzo Loppa e don Marcello Coretti) e civili (assessore comune di Fondi).
Ci auguriamo che eventi di tale importanza e livello culturale siano sempre più frequenti ad Anagni e magari un po' meglio pubblicizzati.  (S.B.)

                                                                  Vedi articolo e video di RadioHernica

giovedì 19 giugno 2014

Anagni - Sulle tracce di San Magno - 21 giugno 2014.



Giornata dedicata al patrono della Città dei papi, san Magno.
La figura di san Magno è in stretto legame con la diffusione del Cristianesimo nella nostra terra ed alla costruzione della cattedrale di Anagni. All'interno di essa saranno in seguito dipinti la storia delle persecuzioni, la morte a Fondi, e il trasporto del corpo di san Magno nella cripta della cattedrale.

domenica 15 giugno 2014

Anagni. Grande successo dello spettacolo "Alice"

Grande successo ieri sera, al teatro del Convitto "Principe di Piemonte" dello spettacolo degli alunni del Liceo Dante Alighieri.  Lo spettacolo era ispirato ai racconti di Carroll, "Alice nel paese delle meraviglie" e "Attraverso lo specchio".
Bellissimi gli effetti scenici, bravissimi tutti gli attori, in particolare i tre protagonisti, Mauro Ascenzi, Clarissa Giacomini e Francesca Menelao, che si preparano ad affrontare la maturità e a lasciare il Liceo.




giovedì 12 giugno 2014

Anagni - Mostra di pittura di artisti locali in occasione dei festeggiamenti per S.Antonio di Padova.

Mostra curata da Carlo Tarda.
Partendo dall'alto a sinistra: Necci, Rontani, Tarda, Utech, Picchio.

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Partendo dall'alto a sinistra: Ribaudo, Romani, Russi, Quilla, Fanciulli.

sabato 31 maggio 2014

Cittadini di Anagni di cui essere orgogliosi. - Giovanni Bacaro - Ricercatore.

Giovanni BACARO, nato a Anagni (FR) il 14/09/1978, ha conseguito la Laurea in Scienze Naturali presso La Sapienza Università di Roma nel 2004 con la valutazione di 110/110 e lode; nel 2008 presso l’Università di Siena ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca Europeo in Scienze e tecnologie applicate all’ambiente, discutendo la tesi di Dottorato “Monitoring Biodiversity in a regional Natura 2000 network: from sampling design assessment to the evaluation of biodiversity indicators”. ... vedi Curriculum  completo



Attualmente collabora con l'Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica, argomento sul quale ha pubblicato numerosi studi. E' ricercatore presso l'università degli studi di Siena.  Di recente è entrato a far parte del gruppo di delegati governativi ed esperti che rappresenterà l'Europa alla 12a Conferenza delle Parti per la Convenzione sulla Diversità Biologica di Pyeongchang (Korea) durante il prossimo semestre di presidenza europea dell'Italia.

domenica 11 maggio 2014

Firenze - All’Accademia delle Arti del Disegno la mostra “FLAVIA ARLOTTA. Donna e pittrice del Novecento”. La pittrice fu moglie e musa di Giovanni Colacicchi.

http://anagniarte.blogspot.it/2014/04/anagni-omaggio-di-firenze-un-grande.html

COMUNICATO STAMPA: Alla grande retrospettiva di Giovanni Colacicchi in corso a Villa Bardini fino al 19 ottobre, si affianca adesso all’Accademia delle Arti del Disegno, dal 9 maggio 2014, un’inedita esposizione collaterale dedicata alla pittrice Flavia Arlotta, che di Colacicchi fu moglie e musa in una avventura romantica e intellettuale durata una vita. ...segue www.Arte.it


Flavia Arlotta le opere

Giovanni e Flavia, 1934
Flavia Arlotta nasce a Napoli il 9 maggio 1913 in una famiglia cosmopolita. Il padre Ugo è un uomo colto e abbiente e la madre russa è scultrice. Nel 1930 si trasferisce a Firenze per studiare pittura. Attraverso Felice Carena conosce il pittore Giovanni Colacicchi che in seguito diventerà suo marito e con cui avrà due figli: Piero, nel 1937 e Francesco nel 1942. Si diploma all'Accademia nel 1935. Partecipa a varie mostre collettive negli anni '30 e '40 a Palazzo Strozzi a Firenze, e alla Galleria d'arte Moderna a Roma.
Nel 1939 suo padre le compra una casa studio in Via dell'Osservatorio che rimarrà l'amata residenza di lei e Giovanni per tutta la vita. Gli anni della Guerra li passa con la famiglia a Vallombrosa nella casa offerta loro da Nicky Mariano e Bernard Berenson. Questi anni sono descritti nel suo libro "Ricordi" pubblicato nel 2013, dopo la sua morte.
Dipinge ritratti, nature morte e paesaggi ed espone in tre mostre personali a Firenze, nel 1979, 1984 e 1998. Oltre alla pittura Flavia si dedica alla salvaguardia dell'ambiente di Firenze e dintorni. Le sue carte sono state depositate, insieme a quelle di Giovanni Colacicchi, all'Archivio Contemporaneo "A. Bonsanti" del Gabinetto Vieusseux di Firenze.
Muore a Firenze il 13 dicembre 2010 nella sua casa di Via dell'Osservatorio.

giovedì 8 maggio 2014

Giovanni Stella. Aforismi per immagini, Officina della Memoria e dell’Immagine, Fiuggi (FR)


Dal 10 Maggio 2014 al 03 Giugno 2014
FIUGGI | FROSINONE
LUOGO: Officina della Memoria e dell’Immagine
ENTI PROMOTORI:
  • Acqua & Terme Fiuggi - Comune di Fiuggi - Banca di Credito Cooperativo di Fiuggi

COMUNICATO STAMPA: Si conclude il ciclo di eventi invernali di arte contemporanea a Fiuggi. Dopo le esposizioni di Carlo Ambrosoli, Arturo Barbante, Giorgio Dante, Giovanni De Angelis e Sergio Padovani, è ora la volta di Giovanni Stella, già curatore dell'intera rassegna, con la sua personale del titolo “Aforismi per immagini”.

Nato a Monterosso Almo (RG) nel 1935, Giovanni Stella ha compiuto gli studi classici in Sicilia, tra Ragusa e Vittoria. All’Università di Catania ha conseguito la laurea in giurisprudenza. A Roma ha seguito il corso libero di nudo all’Accademia di Belle Arti di via Ripetta e il corso completo di incisione all’accademia San Giacomo, conseguendone il diploma.
Dal 1963 vive e lavora ad Anagni, dove ha svolto attività politica e culturale, ricoprendo i ruoli istituzionali di consigliere comunale e, dal 1990 al 1997, assessore alla cultura, con al suo attivo lorganizzazione di importanti manifestazioni artistiche di arti figurative, la realizzazione del Centro Servizi Culturali, la Casa della Cultura e dei Giovani e il Festival del Teatro Medievale e Rinascimentale, di cui è stato Direttore Artistico dal 2001 al 2008.
“La catasta di carte – scrive dell’artista Marcello Carlino -  in un lontano periodo dell’arte di Giovanni Stella, già minacciava di farsi montagna, segno di un dominio incontrollato e inarrestabile, come oggi le montagne-mondi di rifiuti, all’opposto dei trofei multipiano che rinveniamo, fatti di cumuli di oggetti e spesi per il principio del piacere, sulle scene della pittura metafisica. Il messaggio di Stella implicava allora, in chiara allegoria, la strumentale ridondanza della
comunicazione sociale e poneva forte l’accento sul suo svuotamento per omologazione, per servitù alle leggi di mercato, per finalizzazione al consumo; le carte dipinte, del resto, erano per lo più quelle patinate dei rotocalchi, buone per una pubblicità invasiva, imperialisticamente protesa a conquistare ed espropriare i territori dell’informazione.”
Promossa Da Acqua e Terme Fiuggi, con il patrocinio del Comune di Fiuggi e la collaborazione della Banca di Credito Cooperativo di Fiuggi, la mostra sarà inaugurata sabato 10 maggio, alle ore 17,30  negli spazi dell’ Officina della Memoria e dell’Immagine, in  Piazza Martiri di Nassiriya, a  Fiuggi Fonte. Le opere di Giovanni Stella resteranno esposte fino al 3 giugno 2014.
http://www.arte.it/calendario-arte/frosinone/mostra-giovanni-stella-aforismi-per-immagini-8200#_

sabato 3 maggio 2014

Anagni sotto i piedi - La torre medievale di Tufano.

La torre medievale di Tufano con recinto murario, attualmente è inaccessibile e quasi completamente avvolta dalla vegetazione, che lentamente la sta distruggendo.  La fortificazione faceva parte del sistema di avvistamento e difesa della vicina via Casilina nel Medioevo. Il complesso, che subì delle modifiche nel Cinquecento, ebbe per lungo periodo un mulino che sfruttava il vicino corso d'acqua.

giovedì 24 aprile 2014

Anagni - Omaggio di Firenze a un grande pittore italiano del Novecento, anagnino di nascita, Giovanni Colacicchi. Dal 18 aprile al 19 ottobre 2014.

Cittadini di Anagni di cui essere orgogliosi.
Firenze. 10 mila visitatori mostra dedicata a Giovanni Colacicchi, l’ok di Sgarbi.


da intoscana.it
Nella Firenze anteguerra di Montale e Dallapiccola, di de Chirico e Calamandrei, la Firenze dei caffè letterari e delle riviste prestigiose, Giovanni Colacicchi (1900-1992) fu una delle intelligenze artistiche eminenti, poeta musicofilo armato di pennello, interprete del moderno ritorno alla realtà e alla figura con cui in Europa si andò ricomponendo, dopo secoli, l’abbraccio umanistico tra parola, immagine e suono che aveva prodotto il miracolo del Rinascimento.
Tra astrattismo, strutturalismo e concettualismo internazionalmente imperanti, nel dopoguerra la sua estetica coerente finì però per isolarlo e la grande retrospettiva che Villa Bardini gli dedica ora a vent’anni dalla morte (Giovanni Colacicchi. Figure di ritmo e di luce nella Firenze del ‘900, 18 aprile – 19 ottobre 2014) ha dunque il sapore della riscoperta di un gigante neofigurativo, celebrando, con la maestria del pittore, la straordinaria stagione creativa vissuta da quel microcosmo di intellettuali antifascisti (o semplicemente non fascisti) a dispetto di dittature, guerre e persecuzioni.
Promossa dal Comune di Firenze con la Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron e il Kunsthistorisches Institut in Florenz – Max-Planck-Institut, la mostra presenta circa 80 opere per la curatela di due specialisti quali Mario Ruffini e Susanna Ragionieri (che firmano anche il catalogo Polistampa, pag. 448, € 34) e la consulenza scientifica di Carlo Sisi.
Molti e importanti i prestiti di musei, collezionisti ed eredi (Piero Francesco Colacicchi), mentre l’Ente Cassa di Risparmio di Firenze contribuisce con uno dei capolavori del pittore, per oltre mezzo secolo esposto nella hall dell’ex cinema Gambrinus. Si tratta della celebre Allegoria della danza, della musica, della commedia, della filosofia e della poesia per un cinematografo in cui Colacicchi concentra la sua estetica: l’ammirazione per la bellezza del corpo umano, l’amore per la natura, per tutte le arti, per i rapporti ideali tra le forme suggeriti dalla sezione aurea, la divina, rinascimentale proporzione di Luca Pacioli e Piero della Francesca. ...leggi tutto 
https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=559368984178832&id=367843543331378


venerdì 18 aprile 2014

Anagni - Martedì filosofici presso il convitto Principe di Piemonte.


                                                                                                                                                                            Articolo ripreso da Anagnia

Torna l’interessante rassegna  “Al martedì filosofando di…” organizzata dall’Istituto di Istruzione Superiore “Anagni” diretto dal prof. Adriano Gioè e dal prof. Antonio Leoni, docente di Storia e Filosofia nello stesso istituto; si tratta di un  ciclo di tre conferenze/lezioni magistrali concordate con la Facoltà di Filosofia dell’Università la Sapienza di Roma. Le conferenze sono destinate agli alunni del Liceo, ai docenti, agli studenti universitari e a tutti i cultori della materia. Tale progetto, che è finalizzato a dare nuovo slancio agli studi filosofici, anche attraverso tematiche trasversali come la scienza, l’arte, la religione, la cultura greca e latina, è coordinato dal Prof. Antonio Leoni, insegnante di Storia e Filosofia del Liceo Classico “Dante Alighieri” e dal prof. Emidio Spinelli, titolare della cattedra di Filosofia Antica dell’Università La Sapienza di Roma.
Tutti gli interventi, debitamente ed ampiamente pubblicizzati all’esterno, saranno preceduti da indicazioni didattiche e bibliografiche da consegnare agli allievi/uditori in modo da rendere gli incontri più fruibili ed interattivi. Quest’anno, oltre a rispettare l’aspetto diacronico dell’offerta formativa, si è dato un particolare risalto al rapporto Filosofia/Arti offrendo, all’interno degli interventi , dei momenti di spettacolarizzazione in grado di coinvolgere attivamente ed emotivamente utenti di ogni età.
La rassegna infatti, ospitata presso il Convitto INPS “Principe di Piemonte” di Anagni, è così ideata:
Martedì 13 maggio
ore 14.00: Proiezione del film “Shutter Island” (2010) di Martin Scorsese con Leonardo Di Caprio
ore 16.30: Prof. Pietro Montani (Professore Ordinario di Estetica - Dipartimento di Filosofia - Sapienza
Università di Roma)
Estetica, letteratura, cinema
Martedì 20 maggio
ore 16.00: Prof. Eugenio Canone (Dirigente di ricerca dell’Istituto per il Lessico Intellettuale
Europeo e Storia delle Idee del CNR)
Giordano Bruno: l’essere umano di fronte all’infinito
Martedì 27 maggio
ore 16.00: Prof. Emidio Spinelli (Professore associato di Storia della Filosofia antica - Dipartimento
di Filosofia - Sapienza Università di Roma)
Interpretazioni filosofiche dell’Antigone di Sofocle
E’ indubbiamente un’ottima opportunità, per allievi e docenti, di approfondimento
culturale e aggiornamento professionale e una modalità per potrebbe realizzare sempre più stretti rapporti tra le agenzie formative del nostro territorio e il mondo universitario. Agli studenti partecipanti verrà rilasciato un attestato di partecipazione valido ai fini del credito aggiuntivo e a tutti i docenti verrà rilasciato un attestato di partecipazione valido ai fini dell’aggiornamento.
Per ogni informazione o prenotazione rivolgersi al Prof. Antonio Leoni  cell. 3333614632, e mail antonio.leoni@istruzione.it

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domenica 13 aprile 2014

Anagni sotto i piedi - Le catacombe di Vico Moricino.

Situate presso il bivio della superstrada Anticolana con la provinciale Anagni-Paliano, in un terreno privato in località Vico, le due piccole catacombe, scavate nel tufo pozzolanico, dovevano appartenere sicuramente allo scomparso vicus romano che sorgeva in questo luogo, lungo il rio di Gricciano, in età imperiale. Per la loro tipologia i due cimiteri cristiani si possono datare sicuramente al IV secolo d.C. La catacomba più grande, il cui ingresso è franato, presenta nel suo interno in un arcosolio della galleria di destra una interessante scritta: Victorinu(s) hic dor(mit) in pacem. L'epigrafe, di difficile lettura, è dipinta in rosso su fondo biancastro. L'abbandono in cui versano le due catacombe ne rendono particolarmente difficile la visita (tratto dalla Guida di Anagni, testo a cura di Carlo Ribaudo, edita nel 1989 dalla ProLoco, con il contributo dell'attuale BancAnagni (Banca di Credito Cooperativo).
Vedi anche http://ospitiweb.indire.it/anagni2/impero_giubileo.htm#catacombe

sabato 5 aprile 2014

Anagni libri - Ricordi di Gioventù, di Enrico Fanciulli.

Il giorno 6 aprile, alle ore 17,00 presso il convitto Principe di Piemonte di Anagni avrà luogo la presentazione del libro Ricordi di gioventù, di Enrico Fanciulli. Il libro narra le vicende gloriose del basket anagnino.

Scultura. Estetica ed etica in Giovanni De Angelis - Officina della Memoria e dell’Immagine di Fiuggi.


http://www.giovannideangelis.com/
Estetica ed etica in Giovanni De Angelis - Officina della Memoria e dell’Immagine di Fiuggi.

Inaugurazione 5 aprile 2014, ore 17,30. Aperta tutti i giorni, esclusa la domenica mattina. Fino al 3 maggio 2014.
La mostra è curata da Giovanni Stella.
Il testo di presentazione è qui di seguito riportato:
Uno sguardo attento e vigile alle opere che compongono questa esposizione e la memoria di altre che appartengono a epoche più remote consentono di definire una vicenda artistica che da molto tempo è giunta a maturazione con esiti di rara maestria e bellezza, a sostegno di una idea e di una scelta di campo che non accusano tentennamenti, e anzi sempre più s’inverano
nella pratica quotidiana del fare arte, con ostinata e religiosa perseveranza .
Questa condotta monacale di rigorosa coerenza è supportata da una vincolante consuetudine di assidua meditazione sulle cose dell’arte e da una finalità spirituale maturata con sofferenza, ben radicata, totalitaria, posta a fondamento etico del quotidiano esercizio della scultura, intesa come strumento di esplorazione del pianeta uomo, dei suoi fallimenti, della sua discesa agli inferi, dell’irresistibile tentazione di spingersi oltre finis terrae, alla ricerca di nuovi approdi nel mare aperto dell’esistenza.
Con queste spinte interiori l’opera di De Angelis diventa canto della finitezza dell’uomo e al tempo stesso esaltazione della tensione verso l’alto, atto poetico indirizzato a dar carattere di nobiltà allo sforzo eroico di conoscenza di sé e del mondo, atto di avvicinamento al mistero della vita e di nostalgia di un indefinito eden, della bellezza e della forma primigenia delle cose, l’una e l’altra portatrici di stupore e incantamento, che il nero sasso vulcanico o il marmo, or bianco, or rosso, or grigio, caparbiamente aggredito e poi levigato e accarezzato, deve rivelare: dono ai viventi, premio alla fatica e alla sofferenza della germinazione creativa. Deve. Un imperativo estetico ed etico, in De Angelis, che non ammette intrusioni di codificati schemi asserviti ad una contemporaneità spesso indecifrabile, bensì soltanto richiami e suggestioni di una linea italiana ed europea, che non ha paura della narrazione, senza peraltro cadere nelle secche della narrazione tout court.
Il discorso artistico di De Angelis ripudia, sulla scia di protagonisti della scultura di figura del novecento, l’arbitrio sperimentale che diventa gioco solitario privo di riferimenti che non siano altri giochi, anch’essi privi di riferimenti oggettivi, senza destinazione sociale: gorgheggi che impudicamente pretendono un pubblico plaudente, non arie d’opera. Questo orientamento porta ad un’arte che, senza infingimenti, tende ad una perfezione formale chiara, con ascendenze precise, riconoscibili: un’arte pensata come atto creativo assoluto che non nega la sua storia, pur vivendo un presente aperto al futuro. Arte come manifestazione di una energia che si alimenta delle naturali inclinazioni dell’artista e di accorti rimandi all’antichità e alla più vicina modernità.

Da qui nasce deciso, rapido ed elegante un segno che è espressione conseguente di una controllata costruzione della forma, che risponde, per necessità interiore, ad una compiuta e colta idea figurale carica di storia e di rapporti ineludibili, che l’artista trasferisce, arricchita dei suoi umori mediterranei, nel colore, nel legno, nella resistente materia offerta dalle stratificazioni di madre natura o dal magma solidificato di un vulcano, vissuto come corpulento ostacolo, provvidenziale provocazione, spunto ispiratore, ma anche come pericolo di scacco matto all’ardimento creativo, o rovinosa caduta dal volo alto nel cielo.
In Giovanni De Angelis forte è la percezione del rischio perché forte e lucida è la consapevolezza della sfida che lo getta nel bel mezzo di celebrati numi della scultura , per dire i più vicini a noi: Boccioni, Wildt, Martini, Marini, Moore, Perez, Manzù, Vangi, artisti capaci di virtuosismi mirabolanti, ma tanto avveduti da tenere a freno il peccato di superbia che genera l’eccesso o tanto attenti da scansare l’esatto contrario, che è dato dalla resa approssimativa della visione.
Il nostro scultore persegue l’idea guida di dover dare la massima risoluzione possibile alle immagini del suo mondo poetico, che per avere consistenza e dignità filosofica ed estetica non possono essere specchio fedele della realtà fenomenica, ma evidenza di quella realtà altra, che ha il suo riferimento visivo e ideologico in quel repertorio umanistico di pensieri e costruzioni formali connotative della civiltà occidentale, di ineguagliabile bellezza e rigore.
Di questa inquietudine è prova l’insistito tema della caduta di Icaro a partire dal 1983 ,che dà conto di drammatiche preoccupazioni esistenziali, che lo portano a rendere con sublime artificio la discordanza tra sogno e realtà e l’eterno conflitto tra pulsioni vitali( bios )e pulsioni di morte (thànatos): un conflitto in cui l’azzardo dell’artista che osa è compensato dal trionfo della forma e della bellezza, vissute come epifania del sacro. 
Sono, forma e bellezza, due elementi interdipendenti e imprescindibili per De Angelis, sulla scia dei molti picchi della storia dell’arte europea, dai bronzi di Riace in poi, passando per il giovine auriga di Mozia, la scultura pisana e fiorentina medievale e rinascimentale, l’estasi berniniana, le incantate figure canoviane, fino al miglior novecento che da quelle prodezze formali discende. Ma, una forte fascinazione arriva anche dalla statuaria egizia ed etrusca per la loro plastica immobilità sentita come rappresentazione di uno sguardo interiore, che valica il limite temporale.

Il tempo e lo spazio: ecco un rovello del nostro scultore. Vincere il tempo, nello spazio che ci è dato, sottrarre al fluire delle ore le cose, gli intrecci di vita e i volti che accompagnano il nostro “viver terreno”, resi nella loro totemica essenzialità da Isola di Pasqua. 
Questi perseguimenti di rara grazia esigono il pieno possesso dei mezzi espressivi, cioè il mestiere, attitudine negletta oggi, svilita e sacrificata, quando non schernita, sull’altare del puro concetto, o del gioco, o di un fare tecnologico a imitazione del processo produttivo. Possesso consapevole che fa dire a de Angelis: ”E’ già il suono dello scalpello che batte sul marmo, ancor prima dell’occhio, ad avvertirmi che sto per giungere alla forma pulita e secca”. O ancora; “la ricerca di una forma non lasci trapelare il travaglio della sua esecuzione”.
Si osservi come nelle sue sculture la forza di gravità è vinta. Il bianco marmo di Carrara, o d’altre regioni dell’emisfero, perde il suo peso per diventare sostanza informata a leggerezza, nuvola vagante, grazie al dinamismo della linea che senza posa volteggia, creando anse, cavità, dove l’ombra s’annida a sostegno delle superfici in luce, o sforamenti, da cui passano porzioni di cielo, volumi in tensione scolpiti da un vento che prende avvio dalle regioni del sacro e, passando attraverso testa, cuore e mani dell’artista, scompiglia la materia, che vibra e tintinna come cristallo di Boemia. Definito è il suo modo di accostarsi alla materia in altra sua dichiarazione:”Inseguo il respiro libero e sciolto dei “vuoti” e dei “pieni”, il loro rincorrersi continuo e fluido ed il loro rapporto: è in questo rapporto che a me sembra di cogliere il germe segreto delle leggi che governano il cosmo”. Evidentemente non allude, in questa dichiarazione di poetica, alle leggi fisiche, scientifiche, cui tendono gli esploratori dell’universo, ma alle nascoste corrispondenze tra terra e cielo, alle concordanze tra emergenze interiori ed emergenze esteriori, ”il germe segreto”, dice l’artista, cioè le verità non verificabili né dimostrabili, cui tendono con generosa perseveranza i poeti, i filosofi, i visionari, gli artisti .
Molte le opere che danno conto di questa attitudine esplorativa, opere nelle quali il fraseggio di pieni e di vuoti e i percorsi della luce che scorre da un piano all’altro, disegnando possibili trame di una immaginaria mappa celeste, rispondono ad un vitalistico sforzo di ri-definizione del mondo.
Come Boccioni in “Forme uniche nella continuità dello spazio” lega specularmene visione dinamica della realtà e dinamismo della forma, così De Angelis realizza una perfetta relazione tra rappresentazione del dramma dell’uomo abbandonato alla furia degli elementi nella luce piena del cosmo e forma convulsa, agitata da un sicuro, veloce segno dinamico, gestuale e avvolgente, a significare la condizione di un moderno “prigione”. 
Ragione e turbamento, controllo e abbandono , nella sua opera sono drammaticamente compresenti fino a dar luogo a conviventi antinomie: espressionismo e classicità, figurazione e astrazione, spirito dionisiaco e spirito apollineo.
C’è in De Angelis una pluralità di accadimenti sostanziali e soluzioni formali, anche nella stessa opera, come s’è detto, perché c’è coincidenza tra opera d’arte e verità. Non la verità assoluta, inconoscibile, ma la sua verità, che si accompagna anche al piacere della contraddizione.
Nel sofferto umanesimo dell’artista non ci sono certezze ontologiche ed esistenziali. Ad occupare il campo speculativo è l’assillo di una continua interrogazione sul destino dell’uomo a guisa del leopardiano pastore errante, che si rivolge alla silenziosa luna spettatrice del peregrinare umano. 
Da questa incessante istanza di senso discende il cammino errabondo dell’artista tra le forme esplorate, assorbite e restituite, poi, imbevute degli umori profondi della sua isola infuocata, della sua mediterranea energia, del nettare degli incontri poetici fortuiti, come dire voluti dal cielo.
Un dato fondamentale, naturalistico, della sua formazione artistica è certamente Ischia, terra vulcanica, scultorea, circondata da un mare cristallino, abitato da creature mitiche nei suoi fondali e sulla costa, dove giganteggiano, sotto forma di concrezioni laviche, figure fantastiche di una iperbolica flora e improbabile fauna: il fungo di Lacco Ameno e l’immenso elefante di Forio e innumerevoli altre icone fantastiche.
Queste sculture naturali, cui il vento e l’acqua hanno conferito una mirabile arcaica forza plastica, si sono impresse, passando per gli occhi stupiti, nel cuore e nella mente dell’adolescente Giovanni, precocemente deciso a diventare scultore.
Nel suo apprendistato questo retroterra di immagini di primordiale vigore non è secondario.
Quella forza è rintracciabile in tutte le sue opere, dove, a far la differenza tra le prime prove e le ultime è la maggiore consapevolezza del fare artistico, l’acquisizione di una robusta cultura visiva e di pensiero e l’affinamento tecnico e di sensibilità in aggiunta alla innata sicurezza del senso tattile e straordinaria percezione della costituzione della materia nelle sue svariate forme.
Il miracolo che noi tocchiamo con mano è proprio questo: nel suo operare artistico naturali inclinazioni e cultura convivono e si sorreggono vicendevolmente.
Ora che Giovanni De Angelis, dopo un ventennio di fruttuose peregrinazioni tra Berlino, Monaco, Dusseldorf, Bruxelles, Milano e Pesaro, è tornato a Ischia, maturo e ancor vigoroso, è già leggibile negli ultimi esiti un ulteriore scatto che salda in sintesi originale il verginale slancio giovanile e la compiuta riflessione estetica, dove la natura riappare prepotente, ma entro un argine formale che è prova di misura e di bellezza.
Giovanni Stella