giovedì 24 aprile 2014

Anagni - Omaggio di Firenze a un grande pittore italiano del Novecento, anagnino di nascita, Giovanni Colacicchi. Dal 18 aprile al 19 ottobre 2014.

Cittadini di Anagni di cui essere orgogliosi. Giovanni Colacicchi
Firenze. 10 mila visitatori mostra dedicata a Giovanni Colacicchi, l’ok di Sgarbi.



da intoscana.it
Nella Firenze anteguerra di Montale e Dallapiccola, di de Chirico e Calamandrei, la Firenze dei caffè letterari e delle riviste prestigiose, Giovanni Colacicchi (1900-1992) fu una delle intelligenze artistiche eminenti, poeta musicofilo armato di pennello, interprete del moderno ritorno alla realtà e alla figura con cui in Europa si andò ricomponendo, dopo secoli, l’abbraccio umanistico tra parola, immagine e suono che aveva prodotto il miracolo del Rinascimento.
Tra astrattismo, strutturalismo e concettualismo internazionalmente imperanti, nel dopoguerra la sua estetica coerente finì però per isolarlo e la grande retrospettiva che Villa Bardini gli dedica ora a vent’anni dalla morte (Giovanni Colacicchi. Figure di ritmo e di luce nella Firenze del ‘900, 18 aprile – 19 ottobre 2014) ha dunque il sapore della riscoperta di un gigante neofigurativo, celebrando, con la maestria del pittore, la straordinaria stagione creativa vissuta da quel microcosmo di intellettuali antifascisti (o semplicemente non fascisti) a dispetto di dittature, guerre e persecuzioni.
Promossa dal Comune di Firenze con la Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron e il Kunsthistorisches Institut in Florenz – Max-Planck-Institut, la mostra presenta circa 80 opere per la curatela di due specialisti quali Mario Ruffini e Susanna Ragionieri (che firmano anche il catalogo Polistampa, pag. 448, € 34) e la consulenza scientifica di Carlo Sisi.
Molti e importanti i prestiti di musei, collezionisti ed eredi (Piero Francesco Colacicchi), mentre l’Ente Cassa di Risparmio di Firenze contribuisce con uno dei capolavori del pittore, per oltre mezzo secolo esposto nella hall dell’ex cinema Gambrinus. Si tratta della celebre Allegoria della danza, della musica, della commedia, della filosofia e della poesia per un cinematografo in cui Colacicchi concentra la sua estetica: l’ammirazione per la bellezza del corpo umano, l’amore per la natura, per tutte le arti, per i rapporti ideali tra le forme suggeriti dalla sezione aurea, la divina, rinascimentale proporzione di Luca Pacioli e Piero della Francesca. ...leggi tutto 
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