venerdì 7 novembre 2014

Anagni - L'influenza del pavimento cosmatesco della cattedrale su quello della Abbazia di Westminster in Inghilterra.

Abbiamo ricevuto dalla professoressa Maria Grazia Spadorcia un interessane articolo, che riportiamo integralmente, relativo all'influenza dei mosaici cosmateschi della cattedrale di Anagni su quelli della Abbazia di Westminster, dove si svolgono le più importanti cerimonie dei reali d'Inghilterra.

Citiesaregoodforyou.com
La Cattedrale di Anagni  e Westmister Abbey
Mentre lavoravo ad una presentazione in power point su Anagni, ricordandomi del pavimento cosmatesco visto a Londra davanti all’altare principale dell’Abbazia di Westminster tanti anni fa, sono andata sul sito ufficiale di “Westminster Abbey” per capire come mai i Cosmati fossero arrivati fin lì. E…… goduria!!! Ho scoperto che quel pavimento aveva legami strettissimi con la nostra cattedrale (ho cercato a lungo questa frase gentile per sostituire quella prepotente che non riesco a scacciare dalla mia mente: ci hanno copiato!!!).
Man mano che leggo i testi che trovo, isolo e traduco i passi in cui Anagni viene nominata, perché mi farebbe piacere, un giorno, condividere con gli studenti delle nostre scuole il guizzo di orgoglio che ho provato io. Che i ragazzi sappiano quanto questa nostra cittadina sia stata importante nel mondo e quanto ancora oggi essa sia tenuta in considerazione da studiosi e giornalisti! E’ attraverso la consapevolezza della nostra storia che la voglia di  lavorare alla rinascita culturale del nostro paese può diventare imperiosa.
Per ora ecco la storia in breve:
 L’abate Richard De Ware, venuto a Roma perché la sua nomina ad Abate di Westminster  ricevesse la benedizione del papa, arrivò ad Anagni, dove, in quel periodo, Papa Alessandro IV risiedeva e, messo piede nella nostra cattedrale, rimase “sbalordito davanti alla bellezza dei suoi pavimenti a
mosaico”

 “…. saw the stunning mosaic pavements”                                                                              –
Da: “Westminster: a Biography: From Earliest Times to the Present”  - Robert Shepherd,  2012                                                                                                                                                                                      De  Ware decise che una pavimentazione simile a quella che gli stessi Papi avevano voluto nella loro Cattedrale di Anagni, bellissima esteticamente ed espressione della filosofia del tempo,

“…On the floor of the Nave of  Anagni Cathedral was a work of Art that reflected this faith in the order of the world: a pavement of intricate patterns, roundels, circles, hexagons, a continuous flow of quincunx, symbols and shapes…..  
da: “The Stones of London: A History in Twelve Buildings” - Leo Hollis, 2011

Sul pavimento della navata centrale della Cattedrale di Anagni c’era un'opera d'arte che rifletteva questa fede nell'ordine del mondo: un pavimento a modelli complicati, tondi, cerchi, esagoni, un flusso continuo di quinconce, simboli e forme.”

sarebbe stata perfetta per la porzione di pavimento (un quadrato il cui lato misura 7,6 m) posta  davanti all’altare principale della sua Abbazia, la cui ricostruzione doveva riaffermare la potenza e la legittimità di re Enrico III:

 “  Henry III’s commissioning of the pavement can be seen as a reassertion of the divine right of kings and a riposte to Simon de Monfort and other rebellious barons.
…… Il fatto che Enrico III abbia commissionato tale pavimentazione può essere visto come una riaffermazione del diritto divino dei re e la sua replica a Simon de Monfort, Conte di Leicester, e agli altri baroni ribelli…..”Da: Westminster: a Biography - R.Shepherd.
Perché il messaggio della legittimità del re fosse esplicito, il pavimento  avrebbe avuto un grande medaglione centrale all’interno del quale, durante il rito dell’incoronazione, i re  sarebbero stati unti con l'olio santo, a rappresentare che i sovrani inglesi erano tali per diritto divino, per gratia dei.
 E, rientrando a Londra,  l’abate si portò  dietro  non solo i Cosmati, ma anche i marmi preziosi che essi avrebbero usato per farlo!
Nota: Al momento su questo argomento e sull’importanza attribuita nel mondo anglosassone ad Anagni nella storia ho letto e tradotto:
1. “Westminster: a Biography: From Earliest Times to the Present”  - by Robert Shepherd ( 2012) , dove, nel capitolo 7 – “the most glorious work in England – Il lavoro più splendido in Inghilterra ” – le pagine 57, 58 e 59 sono dedicate alla Cattedrale di Anagni
2. “The Stones of London: a History in Twelve Buildings” – by Leo Hollis – 2011 -
3. “Royal Weddings, The Cosmati Pavement, and the end of the world” - Per il matrimonio di William e Kate, Leo Hollis, il 6 aprile 2011, scrive su citiesaregoodforyou: “ …….. il 29 aprile, in mezzo a tutta la confusione e il glamour del matrimonio reale, la maggior parte dell’evento si svolgerà sopra una delle più straordinarie vestigia della storia Britannica.” E da lì parte il suo racconto su come quel pavimento sia arrivato a Londra, ne legge il simbolismo, e, delle quattro pagine dell’articolo, una è dedicata ad Anagni

( da: “Royal Weddings, The Cosmati Pavement, and the end of the world”)
4. “Weaving the World’s End  di Ruth Clydesdale  - 2011 –

                                                                             - Maria Grazia Spadorcia -

3 commenti:

  1. Il pavimento cosmatesco della cattedrale di Anagni, non ha nulla a che vedere con il pavimento del presbiterio della chiesa di Westminster. L'accostamento è non sono sbagliato dal punto di vista stilistico, ma anche cronologico, iconologico, filologico e storico! E' vero che esso fu eseguito da un marmoraro romano, non molto bene identificato, ma che comunque non appartiene assolutamente alla stirpe dei Cosmati i cui ultimi due membri sono Luca e Iacopo II - figli del Cosma che realizzò il pavimento nella cattedrale di Anagni nel 1224-1227 ed altri lavori nella cripta (1231) - i quali spariscono dalla scena molto prima del 1250. Dal punto di vista iconografico, il motivo del quinconce è un elemento comune a tutta la produzione musiva pavimentale del XII e XIII secolo, da Pisa a Palermo, con la differenza che questo di Westminster è quello che si discosta in modo assolutamente vistoso da tutti gli altri di tipo cosmatesco, e si presenta già come una sorta di evoluzione gotica del quinconce romanico, che prelude alle produzioni musive pavimentali del gotico e tardo gotico internazionale. Infatti, la navata della chiesa fu ricostruita in stile gotico nel 1245. Pertanto, non ha alcun senso associare in qualsiasi modo il lavoro di Westminster a quello di Cosma in Anagni. Il fatto poi che "...L’abate Richard De Ware, venuto a Roma perché la sua nomina ad Abate di Westminster ricevesse la benedizione del papa, arrivò ad Anagni, dove, in quel periodo, Papa Alessandro IV risiedeva e, messo piede nella nostra cattedrale, rimase “sbalordito davanti alla bellezza dei suoi pavimenti a mosaico”, come riportato nell'articolo, non costituisce né una novità, né una giustificazione all'accostamento stilistico tra i due lavori così distanti. Tutti coloro che venivano a Roma innanzitutto e poi, forse, anche in Anagni, rimanevano sbalorditi per le opere cosmatesche dei marmorari romani le quali, diversamente da come si presentano oggi, dovevano esser veramente incomparabili nella loro incommensurabile bellezza. Rimanendone affascinati, tutti desideravano imitare l'arte dei Cosmati o, come nel caso di Westminster, addirittura importarla direttamente "dal produttore al consumatore", come diremmo oggi. Inoltre, l'identificazione dell'Odorico che fece il pavimento di Westminster nel 1268 con il Pietro d'Oderisio marmoraro romano attivo nella seconda metà del XIII secolo, è stata avanzata solo a livello ipotetico, senza alcuna certezza documentaria o stilistica. Il pavimento del presbiterio della chiesa di Westminster non ha nulla a che fare, sotto tutti i punti di vista, con le opere cosmatesche romane, laziali e del meridione d'Italia, del XII e del XIII secolo, ma costituisce un'esperienza a sé stante, di un probabile artista romano stabilitosi in Inghilterra che per la sua costruzione si servì di materiali lapidei importati direttamente dall'Urbe per elevare il valore dell'opera voluta dal suo committente. (Nicola Severino)

    RispondiElimina
  2. AnagniArte - Nicola, penso che la tua reazione sia stata un po' troppo esagerata nei confronti della bella scoperta fatta da Maria Grazia Spadorcia, che ama la sua città e conosce bene il mondo anglosassone. In fondo la prof.ssa ha riportato quello che non giornalini ciociari ma studiosi inglesi entusiasti delle nostre ricchezze dicono da molto tempo (vedi:http://citiesaregoodforyou.com/.../royal-weddings-the.../).
    Questo non è un lavoro scientifico, come la gran parte delle cose che si leggono, per cui qualche piccola inesattezza ci può anche stare, ma è vera musica per chi ama il proprio territorio.
    Ben vengano queste scoperte che sanno di vera ricerca, proprio come quelle che fai tu nei tuoi lavori. (Carlo Ribaudo).

    Royal Weddings, the Cosmati... CITIESAREGOODFORYOU.COM
    http://citiesaregoodforyou.com/2011/04/06/royal-weddings-the-cosmati-pavement-and-the-end-of-the-world/

    RispondiElimina
  3. Caro Ribaudo, come ho già fatto nei commenti in facebook (dove peraltro si è svolta maggiormente questa discussione), vorrei chiarire anche qui che il mio commento non è affatto "una reazione troppo esagerata nei confronti della scoperta della prof.ssa Spadorcia". Non me ne voglia la prof.ssa Spadorcia che non c'entra nulla, e nemmeno tu Carlo. Forse scrivo con troppa enfasi, dettata dalla mia passione per l'argomento, ma ribadisco - molto pacatamente - che il mio intento è solo quello di portare il mio pensiero e, se possibile, un contributo significativo alla conoscenza di questo particolare dettaglio della storia anagnina. (Nicola Severino)

    RispondiElimina